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Il caffè del bradipo

Uno sguardo lento sul lavoro, quando c’è qualcosa da raccontare.

Il bradipo osserva la vita professionale senza fretta di giudicarla. Niente consigli, niente morali finali: solo il dettaglio che la fretta, di solito, lascia indietro.

Vicino alla macchinetta del caffè, un giovane porge un foglio a un dirigente; poco più in là il bradipo osserva la scena con la tazza in mano.
Il tempo di un caffè

Il foglio in tasca

Racconto la storia di un laureato sotto i trent’anni, in azienda da qualche anno.
Ha studiato i processi e ha parecchie idee su come applicarci l’intelligenza artificiale.

È giovane: entusiasmo, determinazione. Prepara una trentina di slide, con grafici e casi d’uso.

Il suo manager riceve la presentazione per mail.
È un tipo che le slide non le apre: capisce già dalla dimensione dell’allegato in Outlook.

Questo dirigente decide in corridoio, stampa le mail importanti e risponde alle presentazioni con un “poi ne parliamo”. Poi non ne parla.

Il ragazzo ci soffre. Si sente trasparente.

Il bradipo lo osserva per qualche settimana.
Lo vede smettere di insistere col capo e cominciare a guardare: dove si ferma il manager, cosa legge, cosa si mette in tasca.

Un giorno il giovane ingegnere chiede all’AI una cosa sola: ridurre le trenta slide a una frase e un numero.

La stampa.

Aspetta il manager alla macchinetta del caffè e gli porge il foglio.

Il manager legge, piega, infila in tasca. Non dice niente.

Il bradipo sorride dietro la tazza. Il ragazzo voleva usare l’AI per farsi sentire.
L’ha usata per farsi leggere.

Il lunedì dopo, in riunione, il manager tira fuori dalla giacca un foglio piegato in quattro.

In una sala riunioni una presentazione scorre sullo schermo. In fondo, il bradipo osserva con la tazza di caffè in mano; accanto a lui una sedia vuota.
Il tempo di un caffè

La scrivania accanto

In una sala riunioni, la settimana scorsa: entusiasmo alto, bellissime slide, la promessa di ore risparmiate su compiti ripetitivi. Tutti annuiscono. Qualcuno applaude persino.

Il bradipo osserva dal fondo della sala, la tazza ancora calda.
Nota che alla scrivania accanto, quella di chi faceva proprio quel compito, negli ultimi mesi il turnover è aumentato.

Non licenziamenti annunciati, piuttosto contratti non rinnovati, con discrezione, un po’ alla volta.

Nessuno ha aperto un percorso di riqualificazione.

È più veloce sostituire una persona che accompagnarla.

Quel costo non compare mai nel budget del software.

Compare più tardi, in una sala riunioni diversa, quando qualcuno si chiede perché non ci sia più nessuno che ricordi perché certe cose si facevano in un certo modo.

Il caffè è finito.
La scrivania accanto, oggi, è ancora vuota.

Molti altri caffè sono già stati versati negli anni.
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Queste storie nascono dallo stesso posto da cui nasce Trasverso.

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